L’importanza della Ghiandola Pineale

Ghiandola PinealeLa ghiandola pineale o Epifisi è una ghiandola endocrina impari, incastonata in profondità dentro il cervello.
L’epifisi appartiene all’epitalamo (una parte del diencefalo) ed è costituita da un corpo a forma di pigna (per questo è chiamata anche pineale), di colore grigio-rossastro, lunga 1 cm, larga 0,5 cm e peso di circa 500 mg.

La ghiandola pineale è una parte del corpo che, fino a poco tempo fa, è stata poco studiata ma tenuta in considerazione.
Per esempio, gli Indù danno grande importanza a quest’organo che essi considerano misticamente il “TERZO OCCHIO”.
Per Cartesio la ghiandola è il punto privilegiato dove MENTE (interiorità) e CORPO (esteriorità) interagiscono.

Cortile_della_Pigna_Vatican_30La Ghiandola pineale è rappresentata dalla Chiesa Cattolica Romana, ecco nell’immagine il “cortile della pigna” nei Musei Vaticani. Le società antiche come gli Egizi e Romani ne conoscevano i benefici e l’hanno esemplificato nelle loro vaste simbologie contenenti il simbolo di un occhio.

Un riferimento alla ghiandola pineale è anche sul retro della banconota da un dollaro negli Stati Uniti con quello che viene chiamato “occhio che tutto vede”, che si riallaccia alla capacità di un individuo (o gruppo di individui) di utilizzare questa ghiandola per andare verso l’altro lato (nel mondo spirituale) e, eventualmente, controllare i pensieri e le azioni di persone nel mondo fisico sapendo cosa stanno pensando in ogni momento nel nostro mondo fisico.

subconscious_mind_controlLa Ghiandola pineale produce ciò che e’ comunque conosciuto come DMT (Dimetiltriptamina è una triptamina psichedelica endogena presente in molte piante e nel fluido cerebrospinale degli esseri umani. Strutturalmente è analogo al neurotrasmettitore serotonina), sostanza in grado di portare l’individuo ad avere viaggi extradimensionali, e extratemporali.
Ciò accade di notte durante i sogni, quando la Ghiandola pineale è maggiormente attiva. Apparentemente, ad oggi non si dà molta importanza al terzo occhio come in passato, ciò ha portato ad atrofizzare graduale di tale organo ed alla perdita di valori “obsoleti” quali la spiritualità e l’amore per il prossimo, ma ciò coincide “incredibilmente” anche con un rimbambimento delle masse.

All’interno della Ghiandola pineale scorre acqua che, con il passare del tempo, calcifica. Questo porta ad una atrofizzazione della Ghiandola. Tale processo di calcarizzazione ed atrofizzazione viene accelerato prevalentemente a causa dell’alimentazione moderna: in particolare all’uso dei composti di Fluoro usati come additivi nelle acque, bevande (specialmente quelle gassate), alimenti e presidi medici comuni, come i dentifrici.
La Ghiandola pineale si attiva e si “decalcifica” di notte, con l’oscurità e con il sonno, pertanto per riattivare tale organo atrofizzato, nella maggior parte della gente, sono necessarie queste due azioni: dormire e meditare.
Il consiglio è quindi di evitare il più possibile l’assunzione di fluoro, leggete le etichette dell’acqua in bottiglia e cercate dentifrici senza fluoro.

Altre fonti di assunzione di fluoro sono:

  • chewingum;
  • medicinali;
  • bevande gassate (coca cola – pepsi etc…);
  • te in bottiglia o in lattina;
  • gatorade;
  • bastoncini di pesce (meccanicamente disossati);
  • bastoncini di pollo (meccanicamente disossati);
  • cibi cucinati in contenitori col fondo in teflon (Il fluoro è impiegato nella produzione di plastiche a bassa frizione come il teflon, e in liquidi refrigeranti come il freon.);
  • alcuni sali da cucina fluorati;
  • alcuni tipi di anestetici (Enflurane, Isoflurane & Sevoflurane).

penial-gland-calcite-microcrystalsCOME STANNO UCCIDENDO LA NOSTRA GHIANDOLA PINEALE

Alla fine degli anni ’90, uno scienziato di nome Jennifer Luca realizzò il primo studio sugli effetti di fluoruro di sodio sulla ghiandola pineale. Determinò che la ghiandola pineale, situata al centro del cervello, assorbe più fluoro rispetto a qualsiasi altra parte fisica del corpo, anche le ossa. La ghiandola pineale è come un magnete per il fluoruro di sodio. Questo calcifica la ghiandola e ne blocca la fondamentale funzione di bilanciare gli interi processi ormonali nel corpo. Varie ricerche sul fluoruro di sodio hanno dimostrato che esso va ad accumularsi proprio nella pineale, che di gran lunga è la ghiandola più importante nel cervello. Il fluoro è l’unica sostanza in grado di attaccare il centro più importante del cervello. I filtri per l’acqua che si acquistano nei supermercati non tolgono il fluoro dall’acqua. Solo la distillazione e il processo di osmosi inversa è in grado di farlo. Il modo più economico per evitare il fluoruro è quindi quello di acquistare un distillatore d’acqua. Il fluoruro è stato introdotto in acqua dai nazisti e dai russi nei loro campi di concentramento per rendere la popolazione del campo docile e non in discussione con le autorità.

FUNZIONI:

La ghiandola pineale contiene cellule pigmentate simili a quelle che si trovano nella retina, è sensibile alla luce e reagisce all’alternanza periodica di luce e di buio che l’occhio percepisce e trasmette.
Essa controlla l’orologio biologico del corpo, il meccanismo interno che ci dice quando è ora di dormire e di svegliarsi, che gli scienziati definiscono ritmo circadiano (ciclo giornaliero del sonno e della veglia).

Le sue cellule, i pinealociti, producono la MELATONINA, e attraverso di essa, la ghiandola pineale esercita il suo controllo (è una ghiandola dominante che sovraintende alle operazioni di tutte le altre; di conseguenza il suo influsso è sentito da ogni cellula del nostro corpo).

La melatonina (AA modificato) è una sostanza prodotta a partire dal neurotrasmettitore serotonina; viene secreta solo in assenza di luce secondo il ciclo circadiano. La sua concentrazione nel sangue aumenta, poco dopo la comparsa dell’oscurità, raggiungendo il massimo tra le 2 le 4 di notte, per poi ridursi al mattino. I disturbi di cambiamento di fuso orario (jet lag) potrebbero essere dovuti ai tempi necessari per ristabilire le concentrazioni di melatonina, la cui somministrazione orale ne allevia i disturbi (capsule o compresse).
migrazione1L’esposizione alla luce inibisce la produzione della melatonina in misura dose-dipendente.
In questo senso l’epifisi sembra rappresentare uno dei principali responsabili delle variazioni ritmiche dell’attività sessuale, sia giornaliere che stagionali (soprattutto negli animali).

  • In primavera, la pineale riaccende le pulsioni sessuali, segnalando agli animali che è la stagione dell’accoppiamento.
  • Quando l’estate cede il passo all’autunno la pineale segnala agli uccelli che è tempo di migrare.
  • La ghiandola pineale funziona anche come sorta di bussola fisiologica, mantenendo gli uccelli sulla giusta rotta.

Quando l’inverno si avvicina, le ore di luce giornaliera diminuiscono, la pineale avverte gli animali che è tempo di cercare un riparo e di entrare in letargo. Qualche mese dopo, quando i giorni cominceranno ad allungarsi, la pineale li sveglierà dal sonno invernale.

disturbo--giornate-umore--20606Per quanto riguarda l’uomo, possiamo parlare di disturbo affettivo stagionale (SAD).
E’ un tipo di depressione che colpisce alcune persone durante i mesi invernali (quando le ore di luce sono ridotte), manifestandosi con irritabilità, ansia e sonnolenza.
Si ritiene dovuta in parte a una iperproduzione di melatonina. La “terapia della luce” (esposizione a luce artificiale) può portare a un certo miglioramento del disturbo.

La melatonina è inoltre l’ormone antagonista degli ormoni gonadotropi ipofisari; infatti gli elevati quantitativi di melatonina nell’individuo in età prepuberale ne impediscono la maturazione sessuale.
I livelli di melatonina sono massimi durante l’infanzia.
Durante l’adolescenza essi calano e questa diminuzione determina l’aumento di altri ormoni.
Col passare del tempo i livelli di melatonina continuano a decrescere e il declino più rapido avviene dai 50 anni in poi.
A 60 anni la ghiandola pineale produce una quantità di melanina pari alla metà di quella prodotta a 20 anni.
Non è una semplice coincidenza che con il calo dei livelli della melatonina, compaiono i primi gravi sintomi di invecchiamento.

Raffaele Cocomazzi